Venghìno Sìore e Sìori…

Lasciarsi trasportare dalle situazioni che coinvolgono e danno vita alle emozioni…

Morgan smentisce!

Morgan smentisce l’intervista rilasciata al giornale Max:”Non sono vere quelle parole che hanno scritto,se le ho dette è solo perchè ero strafatto!”.
Morgan avrà i suoi problemi,a me non interessano minimamente.Ed ora non fatene un caso di Stato, Morgan è drogato come moltissime altre persone.Poi che l’Italia sia un paese di merda pieno di perbenisti che poi vanno coi trans è un altro discorso.
Il Beota si è fatto intervistare subito dopo aver fumato il craccaccio che toglie le inibizioni e scioglie la lingua.Si è strasputtanato e, quando gli è calato l’effetto, si è reso conto della cazzata fatta.
Vi faccio un riassunto della sua dichiarazione:
DROGATEVI NON C’E’ PROBLEMA.

Manuel Pietropoli a Vancouver 2010.

Non ci sarà il solito Kratter con tutto il suo clan,ma con Pietropoli non si dovrebbe andare male.Poi sono le Olimpiadi quindi si sa che ci saranno solo i migliori.Nel frattempo il super-ragazzino italiano si allena in Nuova Zelanda.

NON ME NE LAVO MILANO.

“NON ME NE LAVO MILANO” è la compilation ufficiale di Mi-Indies, il coordinamento nato il 15 aprile 2009 per valorizzare il lavoro della discografia indipendente milanese nei confronti di istituzioni locali, provinciali e regionali e altre attività associative culturali.Mi-Indies è stato voluto e fondato da Giordano Sangiorgi (Mei), Christian Perrotta (Maninalto!) e Diego Galeri (Prismopaco).
Nella compilation saranno presenti i migliori artisti della scena indipendente italiana, tra cui Calibro 35, The Fire, Fratelli Calafuria, Edda, Punkreas, Extrema, Deasonika e molti altri.
Tracklist:
CALIBRO 35 – I milanesi ammazzano il sabato
FABRIZIO COPPOLA – La stupidità
DEASONIKA – Viole
EDDA – Milano
EXTREMA – Selfishness
THE FIRE – Bohemian Burlesque
FRATELLI CALAFURIA – La nobile arte
LINEA – Cani neri
MIURA – Normale
GIANCARLO ONORATO – Boncourage
PUNKREAS – Non cambio mai
VALLANZASKA – Milano sings
DENISE – Cloudly cloudly afternoon
KITSCH – Cazzo
THE LEMON SQUEEZERS BAND – Hills
NADAR SOLO – Deserto
SKARABAZOO – Quelli come
STECCA – Viaggio in America
STOOP – Fire on my cheap sunburn
TOXIC TUNA – Banana Manana y noche de cocco
THE WET DOGS – The way things go

StarTrek tattoo.

Questo significa essere un vero Trekker.

ColdFocus “Ruggine”

I ragazzi di Coldfocus sfornano sempre video stupendi e di ottima qualità.Semplicemente Grandi.Questo è solo il trailer se volete vedere il video integrale non vi resta che acquistarlo.

Trasformarvi in un NA-vi di Avatar!

Avatar è fin’ora diventato il secondo maggior incasso della storia dopo Titanic, ed ha lanciato la moda di truccarsi come gli abitanti blu di Pandora,questa applicazione vi permetterà di provare a diventare anche voi un NA-vi. 

 http://www2.mcdonalds.fi/day/avatar/avatarize.php

Nada,”ma che freddo fa”.

Al giorno d’oggi le voci sembrano tutte uguali,al limite della perfezione.Concentrate a non sbagliare una nota, si dimenticano di trasmettere emozioni a chi le ascolta.Lei era ed è ancora una delle voci più belle e particolari del nostro BelPaese.

HitWeek 2009 Report.

Son già trascorsi 3 mesi,non mi sembra vero.Soffro di mal d’America.

Tattoo occhi.

Come si sa,il tempo in prigione non passa ed allora perchè non inventarsi qualcosa?

Simona Baldanzi, “Bancone verde menta”

Tratto da Supereva.it.Un omaggio ad una bravissima scrittrice.
Dall’autrice che si è imposta con un romanzo d’esordio di grande di successo “Figlia di una vestaglia blu”, una nuova prova che ne conferma le doti di sensibile e capace narratrice.

“Leggo un sacco di classici, come Il ritorno dell’indigeno e via discorrendo, e mi piacciono, e leggo un sacco di di libri di guerra e gialli e via discorrendo, ma non è che mi lascino proprio senza fiato. Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi

Mi sono imbattuta in questa citazione proprio dopo aver terminato Bancone verde menta (Elliot Edizioni) e non ho potuto fare a meno di pensare che si adattava perfettamente alla sua autrice, Simona Baldanzi.
La storia che ci racconta è quella di Monica, una giovane giornalista che sta preparando, insieme ad un’amica fotografa, un servizio in occasione di San Valentino: un progetto che finirà per svilupparsi attraverso il ritorno in città che sono state protagoniste degli amori della stessa Monica. Viaggi reali e della memoria insieme, che si alternano alla sua permanenza in paese, dove la giovane donna cerca di fare chiarezza sui sentimenti che la legano al ragazzo, sfuggente e enigmatico, che, dietro il bancone verde menta di un locale in riva al lago, il Cavalletta, serve i cocktail di un’estate che sarà, per molti, indimenticabile.
Forse perchè Bancone verde menta è anche – o soprattutto –, una storia di amicizia (fra donne, fra ex-amanti, fra giovani e anziani), forse perchè “con una sensibilità vibrante per ogni parola e ogni momento, l’autrice cuce la storia in capitoli dai titoli folgoranti, allontanandoci e avvicinandoci a quel bancone verde menta come se fossimo al fianco di ogni personaggio”, o forse perchè da ogni pagina traspare la modernità di una vicenda ricca di sentimenti mai banali… ma si vorrebbe davvero conoscere meglio l’autrice, e chiederle come ha potuto descrivere in modo così vivido città, amori e amicizie, affidandosi a tratti rapidi, quasi fotogrammi istantanei dove l’importanza per il particolare si innesta su scelte lessicali e stilistiche mai casuali.
O chiederle, ad esempio, se conosce davvero la stazione di quella che definisce una “pre-città”, Magenta, o se è solo una stazione scelta fra tante; e chiederle con quale disposizione d’animo è riuscita a vedere e a sentire cose – la panchina con le sue incrostature, l’obliteratrice che funziona e quella sempre rotta, i particolari diversi quando si arriva e quando si parte – che chi la frequenta in modo distratto (me compresa) non ha mai scorto.
Allo stesso modo, colpiscono le originali esplorazioni delle città – Marsilia, Genova, Torino, Barcellona –, che conducono la protagonista alla scoperta di recessi nascosti, di gesti e di sguardi, di ombre e di profumi che popolano, e in fondo possiedono, quei luoghi, rivisti e descritti attraverso gli occhi di chi vi ha vissuto un’intensa storia d’amore. Le allusioni al passato della protagonista diventano allora parte integrante della trama e, proprio come le increspature prodotte in superficie da sassi lanciati nelle acque calme di un lago, permangono nel presente sotto forma di vividi momenti di intensa emotività e passione.
Interessante è anche l’esito ottenuto da un diffuso utilizzo del dialogo: grazie alla cura nella costruzione del parlato ed a felici scelte lessicali e sintattiche, la narrazione risulta, nella sua semplicità e immediatezza, estremamente coinvolgente.
Un ulteriore approfondimento meriterebbero anche gli altri temi – non meno importanti – affrontati in Bancone verde menta come l’importanza di affetti sinceri, vissuti anche in una casa di riposo, le lotte storiche a sostegno di una maggiore giustizia sociale e la denuncia delle speculazioni in campo edilizio, che fanno delle parole – scritte, sussurrate o gridate – vere e proprie armi; e poi la scrittura come urgenza espressiva e come autoterapia, la necessità di rinsaldare il legame con le proprie radici…
Pagine intense e appassionate, a volte ironiche e leggere, che trasmettono al lettore la sensazione di inquietudine della protagonista e che, creando a poco a poco uno stato di ansiosa attesa, lo coinvolgono emotivamente sempre più, fino al liberatorio finale della vicenda che vedrà la protagonista saldare i conti con il proprio passato, anche quello più recente, e guardare al futuro con nuove e diverse prospettive.
Lidia.(Supereva).